Santuario di San Gregorio

Descrizione


Documentazione

Documenti lavori in corso:

L’oratorio di San Gregorio costituisce, insieme alla Chiesa Parrocchiale di Sant’Ambrogio e al Santuario della Madonna di San Calogero, uno dei tre importanti complessi religiosi che costellano il comune di Caslino d’Erba. L’oratorio si trova lungo via Sant’Ambrogio sul lato opposto al cimitero comunale. Da questo fronte strada, se ne percepisce parzialmente la presenza poiché oscurata dal massiccio recinto murario che delimita il suo giardino e lungo cui sono collocate ad intervalli regolari le quattordici cappelle dedicate alla Via Crucis e della Pietà, costruite tra il 1755 e il 1757 da Carlo Resta e affrescate nel 1760 da Giuseppe Antonio e Giovanni Antonio Torricelli.

L’ingresso principale è collocato a circa un metro dal piano stradale ed è raggiungibile unicamente percorrendo il parco giochi Giovanni D’Anzi.

Una volta oltrepassato il cancello in ferro battuto si accede al giardino-sagrato a forma ellittica sul cui asse maggiore è collocato l’edificio dell’oratorio, fulcro visivo dell’impianto religioso. Una volta questo sistema d’ingresso era ulteriormente enfatizzato dalla presenza di un percorso di accesso affiancato da un doppio filare di tigli purtroppo abbattuti durante il restauro novecentesco.

L’epoca di fondazione di questo edificio è ancora dibattuta tra gli storici dell’arte, ma è molto probabile che risalga all’epoca tardo romana o alto medioevale.

Originariamente, l’edificio era costituito solamente da una piccola cappella a cui, tra il XV e il XVII secolo, venne aggiunto il presbiterio sul lato est, trasformandola così in una piccola chiesa in cui si potevano celebrare alcuni riti religiosi. Ma è solo nel ‘700 che l’edificio acquisisce la forma odierna grazie all’aggiunta della sacrestia retrostante il presbiterio.

Esternamente l’edificio non presenta decorazioni. Le pareti esterne sono intonacate con un colore crema chiaro su cui risaltano le cornici delle finestre e del portale di ingresso in pietra serizzo.

Lo spazio interno dell’edificio, che riflette questa semplicità, è costituito da un’unica navata con una copertura a falde e capriate lignee a vista, e dal presbiterio che è invece voltato a crociera.

È qui, tuttavia, che sono raccolti alcuni preziosi reperti d’arte, di cui alcuni di recente scoperta: l’altare in marmo, realizzato nel 1770 da Giovanni Antonio Conca di Varenna; la pala in tempera su tela datata 1772 di Domenico Quaglio raffigurante L’immacolata tra i santi Carlo e san Gregorio Magno (oggi non più visibile perché rimossa per restauri); e una serie di affreschi ad opera di Lazzaro Gerosa di epoca cinquecentesca che decorano le pareti del presbiterio.

Questi ultimi raffigurano Sant’Antonio Abate e San Bernardino e San Cristoforo e San Rocco, collocati sulla parete destra, e San Gregorio, San Giorgio e il Drago, affiancati da Santa Odilia, collocati sulla parete sinistra. La parete centrale, retrostante l’altare, accoglie la rappresentazione della Crocifissione di Cristo tra San Giovanni e La Vergine Maria, affiancata da Sant’ Antonio Abate a destra e da un altro santo indentificato probabilmente in San Bernardo d’Aosta.

La volta a crociera è completamente affrescata con uno sfondo a disegni floreali su cui sono collocati cinque tondi che incorniciano, al centro, Dio Padre benedicente, e nelle quattro vele i quattro evangelisti, San Giovanni, San. Matteo, San Marco e San Luca. 

Il restauro dell’edificio, del giardino e delle cappelle della Via Crucis fu realizzato a partire dal 1986 dalla Sovraintendenza ai Beni Architettonici e Ambientali della Lombardia e della Curia Arcivescovile di Milano.

 

L’oratorio e il suo giardino sono visitabili solo in occasioni speciali.

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